ARTE CHIESE

La chiesa di Sant’Irene dei Teatini a Lecce

Chiesa Di Sant'irene - Facciata della chiesa

Il culto di Sant’Irene da Lecce è di grande vitale importanza per i leccesi. La santa, infatti, fu la patrona della città fino al 1656, quando papa Alessandro VII scelse di proclamare Sant’Oronzo per questo ruolo. La sua importanza, ad ogni modo, è comprovata dalla consacrazione di uno degli edifici ecclesiastici più importanti della città, la chiesa di Sant’Irene dei Teatini.

Dedicata all’antica patrona di Lecce

La chiesa di Sant’Irene dei Teatini fu costruita nel 1591 dall’architetto Francesco Grimaldi, religioso appartenente all’ordine dei Teatini che fu molto attivo a Napoli alla fine del XVI secolo. Costui non riuscì ad ultimare la costruzione poiché la morte lo sopraggiunse nel 1613, ventisei anni prima che l’edificio fosse consacrato dal vescovo di Brindisi. In quest’epoca la santa leccese è ancora la patrona della città e i monaci teatini vollero consacrarle questa magnifica chiesa barocca.

Chiesa Di Sant'Irene -Statua Della Santa sul portale

La statua di Sant’Irene che sovrasta il portale. Fonte: Paesaggio Italiano

La chiesa di Sant’Irene dei Teatini è stata teatro di importanti avvenimenti storici. La sua importanza è certificata dalla visita che il Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone fece nel 1797. Sessant’anni dopo, nel 1860, i leccesi espressero proprio qui la loro volontà di fare il loro ingresso nel neonato Regno d’Italia. Il nuovo Re decise pochi anni di sopprimere gli ordini ecclesiastici. I teatini non fecero eccezione, ma la chiesa rimase comunque aperta al culto.

Una perla del barocco leccese

Il modello della chiesa di Sant’Irene dei Teatini fu senza dubbio la basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma. Nella chiesa della capitale, infatti, uno degli architetti fu proprio il progettista della chiesa leccese, Francesco Grimaldi. Come nella chiesa romana, la facciata è impostata su due ordini, che sono scandite da paraste. A caratterizzare la parte inferiore del prospetto ci sono quattro nicchie vuote, le prime due sovrastate da un arco a tutto sesto e le altre da due timpani. Al centro vi è il portale che è sormontato dalla deliziosa statua di Sant’Irene. Quest’opera è di uno dei massimi esponenti del barocco leccese, lo scultore Mauro Minieri, che la ultimò nel 1717. All’altezza della cornice marciapiano troneggia lo stemma della città di Lecce. Nell’ordine superiore troviamo altre due nicchie vuote, sovrastate da archi a tutto sesto, e il finestrone che illumina gli interni, coronato da un timpano decorato con lo stemma dell’ordine teatino. La scritta Irene virgini et martiri (Irene vergine e martire) campeggia sulla trabeazione.

Chiesa Di Sant'irene - Altare Di Sant'irene

L’altare di Sant’Irene, caratterizzato dalle colonne tortili, tipiche del barocco leccese. Fonte: wikipedia

L’interno della chiesa è a croce latina, caratterizzata da un’unica navata che ospita tre cappelle sui lati. Sul lato sinistro ci sono gli altari di Santo Stefano, che ospita un’opera del pittore barocco Antonio Verrio, del Crocifisso e della Vergine del Buon Consiglio. Proseguendo lungo la navata, nel braccio sinistro del transetto, ci sono tre altari. Il primo è dedicato a sant’Oronzo, mentre gli altri due a sant’Irene e alla Sacra Famiglia, tutti realizzati nel Seicento.
Le cappelle del lato destro, invece, sono dedicate a San Carlo Borromeo, all’Arcangelo Michele e alle Anime del Purgatorio. Il braccio destro del transetto, oltre all’altare dell’Angelo Custode, ne ospita altri due consacrati a due santi teatini: san Gaetano da Thiene e Sant’Andrea Avellino.
Il più grande capolavoro della chiesa lo troviamo nell’abside. Si tratta del dipinto che raffigura Il Trasporto dell’Arca Santa  del celebre pittore tardo-barocco leccese, Oronzo Tiso.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

La chiesa di Sant’Irene dei Teatini a Lecce ultima modifica: 2019-02-15T10:30:25+01:00 da Luigi Bove

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