CULTURA

L’avventura di un pensatore libero

vanini filosofo - la targa in ricordo del filosofo

A 400 anni dalla morte di Giulio Cesare Vanini, originario di Taurisano (Lecce), proseguono gli eventi in onore del più grande filosofo di terra salentina. Presentazioni di libri, convegni, mostre documentali, incontri che ripercorrono la vita e le opere di una figura centrale per il pensiero del XVI-XVII secolo e di tutta la storia della filosofia. Ripercorriamo brevemente la storia movimentata dell’uomo e filosofo Vanini, aprendo scenari di riflessione su quale possa essere ad oggi l’eredità del suo pensiero.

Gli studi in Italia e le prime fughe in Europa

Vanini nasce a Taurisano, in provincia di Lecce, il 19 Gennaio del 1585. Entra nell’ordine carmelitano e si trasferisce a Padova per studiare teologia. Negli anni del suo soggiorno in Veneto entra in contatto con il gruppo di Paolo Sarpi, uno dei più fermi oppositori del potere della Chiesa Cattolica e vivo sostenitore della Repubblica Veneziana. Consegue la laurea in studi giuridici a Napoli e inizia ad attirare i sospetti delle alte cariche religiose per le sue prime critiche antipapali. Per le sue posizioni eretiche Vanini deve allontanarsi dal convento di Padova e fugge con il confratello Bonaventura Genocchi, attraversando Italia, Germania e Paesi Bassi, per approdare infine a Londra. Qui si fermeranno per due anni nascondendosi sotto false identità.

La casa in cui è nato e cresciuto il filosofo Vanini

La casa in cui nacque Giulio Cesare Vanini a Taurisano (Le)

Nel 1612 Vanini e Genocchi rendono una pubblica sconfessione della fede cattolica e si dichiarano fedeli alla chiesa anglicana. Questa notizia non tarda ad arrivare in Italia e le autorità ecclesiastiche temono che possa ricostituirsi in terra protestante il gruppo di opposizione al Papato che già in precedenza si era attivato nella Repubblica veneta.

La cattura di Vanini e la condanna al rogo

La condotta del filosofo Vanini diviene nota all’Inquisizione Romana ed è costretto ad una nuova fuga. Giunge a Bruxelles, sempre in compagnia di Genocchi, e perfeziona la prima richiesta di perdono per apostasia, ottenendo il permesso di rientrare in patria. Per dimostrare il suo ravvedimento scrive i Commentari in difesa del Concilio di Trento. L’Inquisizione, solo in un primo momento, abbocca.

L'abbazia dove studiò il filosofo Vanini

L’Abbazia di Redon, in Bretagna, dove Vanini trovò rifugio durante le sue fughe dall’Inquisizione

Tornato a Roma, il giovane filosofo Vanini deve affrontare le fasi avanzate del duro processo istituito dall’Inquisizione. L’arresto del confratello Genocchi induce Vanini ad una nuova fuga, stavolta verso la Francia. In questi anni pubblica due delle sue opere maggiori, l’Amphiteatrum e il De Admirandis. Quest’ultima viene assunta come manifesto culturale dai salotti francesi avanguardisti. Pochi anni dopo la Congregazione dell’Indice inserisce il De Admirandis fra i libri proibiti. La pressione dell’Inquisizione si fa sempre più insistente e costringe Vanini a cercare rifugio altrove.

Tolosa, una delle città del filosofo Vanini

Una veduta della città di Tolosa

Si sposta prima nella Guienna, poi in Liguadoca, e giunge infine a Tolosa. Nella città dell’Occitania il filosofo Vanini non passa inosservato. Riscuote un gran successo fra i giovani francesi per le capacità dialettiche non comuni e soprattutto per le sue affermazioni spesso contrarie alla morale dell’epoca. Tolosa si dimostra ben presto però la tappa finale delle sue fughe disperate in giro per l’Europa. Ormai braccato, Giulio Cesare Vanini viene arrestato, in quanto ateo e bestemmiatore di Dio. Ne deriva la condanna per ateismo ed eresia alla morte sul rogo. Durante gli ultimi passi prima di giungere al patibolo, Vanini pronuncia: “Andiamo, andiamo allegramente a morire da filosofo”. Nel luogo della sua morte a Tolosa è tuttora presente una targa che rende omaggio a Giulio Cesare Vanini, insieme a Giordano Bruno e ad altre vittime illustri dell’oscurantismo.

L’avventura di un pensatore libero ultima modifica: 2019-02-20T10:30:02+02:00 da Simona Rizzo

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