ITINERARI STORIA

I megaliti, opere preistoriche

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Le tracce dell’uomo preistorico risalgono a millenni fa, prima dell’invenzione della scrittura, e ci permettono di illustrare a grandi linee le abitudini dei nostri antenati. Alcuni reperti risalenti al periodo tra il V e il III millennio a.C. testimoniano la presenza umana preistorica in questo territorio. Nella provincia di Lecce sono presenti dei megaliti, termine che deriva dal greco e sta ad indicare grandi pietre usate per costruire delle strutture a secco. I megaliti hanno configurazioni e dimensioni diverse, ma si possono individuare dei sottogruppi di strutture basilari ricorrenti, come i dolmen e i menhir rinvenuti nel Salento.

Dolmen Stabile, Giuggianello (LE)

Che cosa sono i dolmen e i menhir ritrovati nel Salento

Il menhir è solitamente caratterizzato da un segmento unico di pietra, una sorta di masso inserito in verticale nella terra. Il dolmen ha invece una struttura più complessa, costituita da due o più pietre verticali e una orizzontale che rappresenta la copertura dell’opera. La funzione dei dolmen pare da un lato essere quella di tombe collettive, che potevano essere utilizzate più volte nelle varie epoche. Anche nei dolmen del Salento sono stati ritrovati resti e materiali databili in periodi diversi. D’altro canto, numerose leggende popolari li descrivono come altari pagani, luoghi di riti propiziatori per la fertilità.

Dolmen Placa, Melendugno (LE)

Sempre all’interno dei megaliti, per le loro dimensioni notevoli, rientrano i menhir: opere monolitiche, cioè costituite da un unico masso, solitamente sviluppate in verticale. I menhir del Salento in epoca medievale furono “cristianizzati” con l’aggiunta di croci e simboli religiosi. A testimonianza di tale traslazione dal preistorico al cristiano, in alcuni paesi del Salento è tuttora diffusa un’usanza legata alla Domenica delle Palme. In questa occasione, al termine della processione il flusso di persone si riunisce ai piedi del menhir, dove ha luogo la benedizione dei ramoscelli d’ulivo. I dolmen e i menhir sono rintracciabili in tutto il Salento.

Menhir San Vincenzo, Giurdignano (LE)

Dove trovare i dolmen e i menhir nella Provincia di Lecce

Come già ricordato in precedenza, nel territorio di Lecce sono ampiamente diffusi megaliti risalenti ad epoche lontane della preistoria. Nel territorio pugliese oltre ai dolmen sono presenti in totale 79 menhir e gran parte di questi sono concentrati nel Salento. Solo a Giurdignano, comune situato nella zona di Otranto, sono stati ritrovati una quindicina di menhir. A Martano, nella Grecìa Salentina, si registra la presenza del caratteristico menhir de Santu Totaru, che con i suoi 4,70 metri è uno dei più alti d’Italia. Altri preziosi monumenti megalitici si possono visitare a Bagnolo del Salento (menhir Croce), a Supersano (menhir Coelimanna) e anche nel circondario di Tricase (menhir croce di Principano e menhir Salète a Depressa, menhir Vardare a Tutino).

Menhir della Lete, Galugnano (LE)

Nei dintorni di Giuggianello è invece possibile ammirare i menhir Polisano, Puzzone, Masso della Vecchia e Quattromacine (conosciuto anche con il nome di menhir Croce Caduta). Si trova in buono stato di conversazione anche il menhir della Lete, situato nel paese di Galugnano, piccola frazione del Comune di San Donato di Lecce. Per gli appassionati di archeologia, non può assolutamente mancare inoltre una visita al Museo Faggiano di Lecce, vero e proprio sito archeologico scoperto per caso nel centro della città.

I megaliti, opere preistoriche ultima modifica: 2019-01-09T10:30:00+01:00 da Simona Rizzo

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