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STORIE TRADIZIONI

Tavole di San Giuseppe: una tradizione antichissima salentina

Tavole Di San Giuseppe

Le Tavole di San Giuseppe sono una tradizione tipica e sentita in parte del Salento e riguarda un’usanza che cade il 19 Marzo, giorno della Festa del Papà. Ma di cosa si tratta nello specifico? Ebbene, costume vuole che il giorno di San Giuseppe, in alcuni paesini del territorio che vedremo in seguito, si imbandiscano delle lunghe tavolate in onore del Santo. Tavolate, neanche a dirlo, colme di diverse pietanze tipiche salentine come lampascioni, zeppole, pesce fritto e pittule.
Va da sé che quest’anno, come l’anno passato d’altronde, sarà molto difficile realizzare queste tavole conviviali a causa della pandemia ancora presente. Tuttavia, rimane comunque molto bello ricordare e rievocare questa tradizione così sentita e amata.

Tavole Di San Giuseppe nel Salento
Nelle Tavole veniva impersonificata la Sacra Famiglia

Tavole di San Giuseppe: come si presentano

Come anticipato prima, le Tavole di San Giuseppe non sono altro che lunghe tavolate imbandite con ogni ben di Dio. Vengono realizzate sia privatamente in famiglia che nelle piazze dei vari paesi coinvolti e spesso sono lunghe anche quaranta metri. La tradizione è molto apprezzata in paesi come Giurdignano, Uggiano la Chiesa, Minervino, Poggiardo, Cocumola, Otranto, Giuggianello e San Cassiano (ma ve ne sono anche degli altri). Va detto che tra ogni paese, una differenza sostanziale nell’estetica delle tavole non c’è. Ma vediamo, dunque, cosa dice la tradizione.

Pane per le tavolate di San Giuseppe
Un elemento principale della tavola era il pane…

La tradizione delle Tavole di San Giuseppe

La tradizione delle Tavole è sicuramente molto antica. In passato, ogni tavola aveva un minimo di tre commensali e un massimo di tredici persone. I numeri non sono dettati a caso: difatti, ogni partecipante doveva interpretare un personaggio, precisamente un Santo. Tre di questi erano Giuseppe, Maria e Gesù, mentre gli altri impersonificavano i Santi presenti nell’Ultima Cena. Sulla Tavola erano disposte tredici pietanze per ogni santo. Parliamo dunque di ben 169 piatti complessivi.  Tra queste, non potevano mancare lampascioni, massa e ciciri, verdura lessa, pesce fritto. In passato attuare una “taula” molto ricca era un concreto aiuto per i poveri che vi partecipavano. Ora, le pietanze sulla tavola si sono significativamente ridotte.

Ceci sulle tavolate
… ma anche i ceci!

Come funzionava il pranzo in sé?

Il giorno di San Giuseppe, i tredici commensali si recavano a consumare il pasto dopo la messa. Prima del pasto, il sacerdote passava per benedire i presenti e il pranzo. Subito dopo si iniziava a mangiare. Il compito più rilevante lo aveva chi impersonificava San Giuseppe: era lui, infatti, a dettare i tempi dei pasti. Con due “tocchi” del suo bastone, decideva quando terminare di consumare una portata per poi procedere alla successiva. Regole a cui tutti i commensali dovevano ovviamente sottostare. A fine pranzo, dopo un momento di raccoglimento e preghiera, i Santi raccoglievano le pietanze avanzate e pregavano San Giuseppe di poter vedere realizzati i loro desideri.

Tavole di San Giuseppe: una tradizione antichissima salentina ultima modifica: 2021-03-19T09:00:00+01:00 da Roberta De Gaetani

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