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NOI STORIE

Racconti ambientati in Salento: “Tra sogno e realtà”

Torre Affacciata Sul Porticciolo

Inauguriamo la bellezza del mese di Settembre con dei racconti brevi ambientati nel nostro splendido Salento. Il primo di questi racconti è scritto dallo psicoanalista Alessio Testani, romano d’origine ma profondamente legato al territorio salentino. Il titolo è “Tra sogno e realtà”.

Racconti: il Salento tra sole, mare e vento

“Seduto su questo patìo, osservo il sole tramontare. L’amaca e il vento del Salento mi cullano in questa dolce serata estiva. In lontananza echi di feste popolari e schiamazzi di giovani comitive, davanti ai miei occhi i colori meravigliosi di questa terra dalle umili ed antiche origini. Un soffio d’aria mi lambisce i capelli, brezza di mare tanto umida quanto ineffabile. Più volte mi sono ritrovato nella vita a dover prendere una decisione importante, a scegliere una strada piuttosto che un’altra. Ma questa volta è diverso”.

Un' Amaca Tra Sogno E Realtà
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“Ricordo quando a tredici anni scelsi di fare il Liceo Classico piuttosto che l’Istituto Tecnico che i miei avrebbero preferito. Erano anni quelli in cui iniziavano a sorgere i primi ideali, i primi tormenti amorosi, le prime serate passate con gli amici a girovagare per Roma coi motorini. Come un film, mi passano davanti alcune scene di pomeriggi aridi e torridi passati a immedesimarmi in un personaggio di un libro o in un altro, mentre le notti fresche e scintillanti di stelle erano lo sfondo ideale ai miei sogni a occhi aperti. E il mio sogno ricorrente è stato sempre uno: vivere un giorno a Parigi”.

Tour Eiffel
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“Parigi, la città dei racconti e dei lumi, dei grand boulevards, di Notre Dame e del Louvre. La Parigi di Jim Morrison e Modigliani, di Wild e Proust, di Picasso e Hemingway. La Parigi della rivolta studentesca del maggio 1968, i film di Truffaut e delle baguette sotto le ascelle. La Parigi di Montmartre, dei bistrot di Saint Germain e della Tour Eiffel”.

Racconti: i tempi del liceo

“Gli anni del liceo trascorsero molto in fretta, tra versioni di latino e greco, lezioni di storia dell’arte e feste memorabili. Ne ricordo una in cui con i miei amici ci tuffammo completamente nudi nella mega piscina di una nostra compagna di classe un po’ troppo snob. Eravamo così, spensierati, dissacranti e provocatori. Quasi tutti suonavamo uno strumento. Io la chitarra. A quel tempo prendevo lezioni in una scuola di musica e avevo un gruppo con cui mi divertivo a scrivere canzoni o a suonare cover di gruppi. Anche lì si trattava di scegliere: se ascoltavi i Nirvana, gli Stone Temple Pilots o i Soundgarden eri un grunge e quindi dovevi vestirti in un certo modo. Se invece ascoltavi i Metallica, i Pantera o gli Iron Maiden eri un metallaro”.

Racconti di inizi di decisioni

“Io scelsi di essere un dark. Amavo la musica dei Cure, le atmosfere eteree dei Joy Division, i testi crepuscolari dei Dead Can Dance o dei Bauhaus. Vestivo spesso di nero, leggevo i poeti maledetti francesi e fumavo la pipa”.

Ricordi di Parigi

“Alla fine del liceo non avevo dubbi su quale facoltà scegliere e la mia scelta cadde su Medicina. Volevo fare il cardiologo, occuparmi di quell’organo, il cuore, che da solo rappresenta il motore del nostro corpo. Passai anche alcuni mesi a Parigi grazie al programma Erasmus e quelli furono i mesi più belli e intensi della mia vita. Parigi mi cambiò molto. Lì  divenni cittadino del mondo, entrai in contatto con persone di ogni nazionalità e credo religioso, iniziai a impegnarmi più concretamente in politica. Ricordo che per una settimana protestammo con la boulangerie del nostro quartiere solo perché aveva cambiato la ricetta delle baguette e non era più buona come prima. Parigi mi ha formato, mi ha fatto diventare uomo. A Parigi è nata la mia passione per l’Opera, grazie a una memorabile Traviata di Giuseppe Verdi”.

Ill Louvre di Parigi
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“Andavo spesso coi miei amici a vedere rassegne sul cinema d’autore e concerti rock sotto la Senna. A Parigi però non trovai l’amore. Come nei peggiori racconti avevo avuto fino ad allora solo storie brevi e insignificanti. Per carità, tutto fa esperienza, ma sapevo in cuor mio che non ero ancora maturo per vivere una storia seria e per progettare un futuro insieme a un’altra persona. Pensavo solo alla carriera e a garantirmi una stabilità economica”.

L’arrivo dell’amore

“Il vero amore arrivò una volta tornato a Roma e dopo essermi specializzato. Conobbi Emanuela a un convegno. Anche lei era una cardiologa. Mi affascinò subito la sua riservatezza e la sua vivacità intellettuale e per far colpo la invitai la sera stessa a mangiare pesce in un ristorante romantico. La sua risposta fu no, perché non le bastava aver parlato per più di un’ora con me e aver visto che c’erano molte cose in comune. Mi aveva spiazzato. Non ero mai incappato in un rifiuto del genere”.

Il Mare Di Notte scritto in racconti
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“Ma questo episodio me la fece apprezzare ancora di più. In una società in cui domina ormai l’ideologia del tutto e subito e nessuno si prende più del tempo, lei era riuscita a stupirmi andando controcorrente. Decisi allora di fargli una corte serrata e finalmente dopo un mese capitolò e accettò il mio invito a cena. Fu una serata incredibile, per certi versi magica”.

Emanuela, tra immagine e sogno

“Lei era bellissima, avvolta nel suo vestito nero che le risaltava le forme aggraziate e slanciata dai tacchi. Dopo cena la riaccompagnai a casa e davanti al portone ci baciammo per la prima volta. Ero talmente imbambolato che girandomi per tornare alla macchina non vidi un palo della luce e lo centrai in pieno con la testa. Una scena da film comico, racconti impensabili. Emanuela rise e io finsi di non essermi fatto nulla. Dopo questa gaffe, pensavo che non mi volesse più vedere ma proprio da quella sera iniziò la nostra storia d’amore“.

Quel Salento sole, mare, vento… e tenerezza

“Da quel momento sono passati tre anni. Ci siamo sposati, abbiamo una figlia e due golden retriever meravigliosi. Viviamo e lavoriamo in un paese vicino Santa Maria di Leuca, la città dove è nata e cresciuta Emanuela. Non è stato difficile lasciare Roma, perché qui la vita scorre più lentamente e sono stato accolto benissimo”.

Il Porto Di Leuca
Porto di Leuca – Foto di Antonella Marchisella ©

“Mi sono innamorato perdutamente di questi luoghi già la prima volta che eravamo scesi con Emanuela per conoscere i suoi genitori. Gente sincera, genuina, che custodisce ancora vecchi valori troppo spesso snobbati ma che andrebbero invece riscoperti e apprezzati. Mi hanno conquistato con la loro semplicità e allegria, facendomi sentire sin da subito uno di casa. Questa adesso è casa mia e la mia realtà”.

Decidere ancora una volta

“Ed eccomi qui ora a dover prendere l’ennesima decisione importante. Forse la più importante. Tre giorni fa mi è arrivata una proposta di lavoro da Parigi. Non ci volevo credere. È stato un tuffo al cuore. Il mio amore per Parigi non si è mai sopito e finalmente ho la possibilità di coronare il mio vecchio sogno. Ieri ne ho parlato con Emanuela e dopo l’iniziale stupore, ha detto che mi seguirà in qualsiasi parte del mondo volessi andare, come nei migliori racconti. Sono due giorni che non dormo. Questa sera, lei è uscita con la bambina a trovare i nonni ed io ho deciso di starmene un po’ qui da solo. Dalla nostra villa si vede il mare in tutta la sua maestosità. Piccole barche di pescatori lo solcano e mi ritrovo a pensare chissà quanti misteri racchiuda nelle sue profondità”.

Un Tramonto Rosso
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“E mentre il sipario di un tramonto rosso porpora sta calando, riesco finalmente a fare chiarezza nel mio cuore. Scelgo la realtà, questa realtà che rappresenta il mio presente e sarà il mio futuro e lascio che i sogni rimangano tali perché se si avverassero perderebbero tutta la loro bellezza e poesia”.

Racconti ambientati in Salento: “Tra sogno e realtà” ultima modifica: 2020-09-14T09:00:00+02:00 da Antonella Marchisella
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