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MITI E LEGGENDE PASSEGGIANDO

Leucasia, sirena bianca di Santa Maria di Leuca

Leuca - scogliere

Sull’estrema punta del tacco dello stivale si trova la splendida Santa Maria di Leuca, distante circa ottanta km dal capoluogo. Leukos – che significa “bianco” – è il termine dal quale trae origine il suo nome. E’ una località compresa nel territorio di Castrignano del Capo e presenta ai suoi visitatori un ineguagliabile fascino. Una splendida scalinata di quasi trecento gradini consente di scendere dalla Basilica al porto ammirando in tutto il suo fasto la Cascata monumentale.

Leuca e il suo porto: punto cruciale dell’economia del luogo

Il porto turistico di Leuca si estende tra Punta Meliso e Punta Ristola, i suoi fondali hanno una profondità dai tre ai sette metri. Dopo una passeggiata sul lungomare di Santa Maria di Leuca, non si potrà fare a meno di fermarsi qualche istante a osservare il meraviglioso porticciolo. Dominato dal faro monumentale alto 48 metri (e visitabile in alcune occasioni), il porto protegge le imbarcazioni e offre ai pescherecci un posto strategico. E’ una parte portante per l’economia del luogo che vive di turismo e di pesca. Il faro monumentale potrà essere visitato nelle date del 6 Giugno, 6 e 24 Luglio, 6 Settembre 2019 prenotando presso la Pro Loco di  Patù. Il faro ha al suo interno una scala a chiocciola con 254 gradini e la sua lanterna originale fu realizzata a Parigi. Situato sulla Punta Mèliso ammalia lo scenario imponente che si mostra affacciandosi dal Santuario.

Veduta Di Leuca Dal Porto - distese verdeggianti

Visuale dal porto di Leuca

Leuca e la leggenda della sirena tutta bianca Leucasia

Secondo leggende locali, Leuca è stata creata da una sirena tutta bianca, Leucasia, regina di quel mare smeraldo in cui si incontrano ionio e adriatico. Si dice che Leucasia, mentre intonava uno dei suoi canti, scorge un giovane pastorello chiamato Melisso e desidera attrarne l’attenzione. Melisso però ha già una giovane amata: Aristula. Dunque – pur essendo evidenti le grazie di Leucasia – non bastano per renderlo infedele. La sirena, risentita dal rifiuto del pastore, un giorno lo scopre abbracciato ad Aristula sugli scogli e mette in atto la sua terribile vendetta. Scatena una tempesta con la forza della sua coda e questa provoca la caduta dei due innamorati dalla scogliera, fino a cagionarne la morte. Non ancora soddisfatta, Leucasia ne separa i due esanimi corpi, abbandonandoli sulle due opposte punte del golfo.

Faro Di Leuca - Santuario

Il faro monumentale di Santa Maria di Leuca

In alto alla scogliera esisteva un tempio dedicato alla dea Minerva, la quale impietosita alla vista di tutto questo, pietrifica i due corpi. Due scogliere che diventano rispettivamente la Punta Melìso e la Punta Ristola.

Il Santuario di Santa Maria De Finibus Terrae

«Vorrei essere fieno sul finire del giorno portato alla deriva fra campi di tabacco e ulivi, su un carro che arriva in un paese dopo il tramonto […]… e tornerà il bianco per un attimo a brillare della calce, regina arsa e concreta di questi umili luoghi dove termini, Italia, in poca rissa d’acque ai piedi d’un faro». I versi di questa poesia di Vittorio Bodini descrivono in parte la bellezza di Finibusterrae, quel promontorio che è la fine della terra tra cielo e mare.

Santuario Di Santa Maria di Leuca

Il Santuario di Santa Maria di Leuca sui resti del Tempio di Minerva

Oggi sul magico lembo di terra, affacciato su acque dai colori meravigliosi, sorge la Basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae. Originariamente vi era un tempio pagano in onore di Minerva. Nella zona è narrato lo sbarco dell’apostolo Pietro e la conversione al cristianesimo degli abitanti locali. La Chiesa ha avuto diverse ricostruzioni a seguito delle distruzioni operate dai saraceni.

Leucasia, sirena bianca di Santa Maria di Leuca ultima modifica: 2019-06-10T09:00:21+02:00 da Antonella Marchisella
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