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La frisa: tutta la genuinità della cucina salentina in un piatto

Frisa Salentina

La cucina salentina è famosa per la sua genuinità, tanto che uno dei piatti più amati di questa terra è anche quello più semplice. Sto parlando della frisa, o frisella, uno dei prodotti gastronomici simbolo del Salento.
La friseddhra, come la chiamano da queste parti, non è altro che pane secco di grano duro cotto nel forno, tagliato a metà e nuovamente cotto. La frisa non manca sulle tavole salentine come antipasto (non chiamatela però bruschetta!) o piatto unico, specialmente d’estate. Ve ne parliamo meglio in questo articolo, un’esplosione di gusto.

Il “pane da viaggio” dei crociati

Secondo la leggenda, le frise sono state importate in Italia da Enea, quando l’eroe cantato da Virgilio sbarcò a Porto Badisco, vicino Otranto.
Secondo alcune fonti storiche documentate, invece, le prime notizie sulle friselle ci portano indietro ai tempi delle crociate, quando i cavalieri salpavano dai porti pugliesi in direzione della Terra Santa.
Sembra infatti che la frisella fosse il cibo più consumato dalle truppe cristiane in quanto era un prodotto ideale per le lunghe traversate. Il pane dei crociati, come veniva chiamata, si conservava a lungo ed era quindi una valida alternativa al pane tradizionale che invece deperiva più facilmente.
Le frise erano inoltre il piatto preferito dei contadini che trascorrevano lunghe giornate fuori casa per lavorare le loro terre.

Frisa - pane duro del Salento

Come preparare e gustare la frisa salentina

Le frise sono molto dure e per poterle mangiare è necessario prima metterle in ammollo in acqua per qualche secondo. Si dice che in tempi antichi i marinai bagnassero le frise direttamente nell’acqua salata del mare.
Questa operazione si chiama “sponzatura“. Una volta sponzate, le frise sono pronte a essere condite. La versione classica prevede l’utilizzo di pomodoro fresco tagliato a pezzetti e strofinato sulla superficie, origano, sale e un goccio di olio extravergine d’oliva. Le frise possono comunque essere condite a proprio piacimento con i prodotti che offre la terra. Peperoni, melanzane, rucola e olive nere sono solo alcuni dei tanti ingredienti che si sposano bene con questo pane duro. Non resta che liberare la fantasia e inventare ogni volta una nuova ricetta che sappia esaltare il gusto e la stagionalità di ogni ingrediente utilizzato.
Mettete da parte le posate, la frisa si gusta esclusivamente con le mani!

la frisa salentina

 

La protagonista delle sagre estive

Molti paesi della provincia di Lecce dedicano un evento al famoso pane duro salentino, specialmente nei mesi estivi.
A Matino, ad esempio, la sagra della frisa è un appuntamento fisso e molto atteso. Ogni anno, agli inizi di luglio, questo bellissimo paese dell’entroterra salentino si riempie di stand gastronomici in cui la frisa può essere gustata in tutte le sue varianti. E all’occorrenza essere accompagnata da un ottimo calice di vino locale.
Un’altra sagra che vede la frisa protagonista si svolge a Nardò agli inizi di giugno ed è una delle sagre che inaugurano la stagione estiva del Salento.
Questi appuntamenti richiamano sia gente del posto intenta alla riscoperta dei sapori tradizionali, sia i vacanzieri curiosi. Conoscere il Salento attraverso i sapori unici della sua cucina è la parola d’ordine.

 

La frisa: tutta la genuinità della cucina salentina in un piatto ultima modifica: 2019-04-05T09:00:46+02:00 da Martina Chiappa
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