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Una bottiglia fra le onde del Salento riporta il ricordo di Sorrell

Bottiglia con messaggio al tramonto

Una bottiglia in un giorno d’Estate nel Salento può portare messaggi davvero inaspettati. Riaffiorare il ricordo di quel 22 Maggio del 2017  in Manchester Arena. In questa data la struttura è in subbuglio: sono tanti i giovani che si divertono, sulle note della loro cantante preferita Ariana Grande. La Manchester Arena è una struttura polivalente atta all’accoglienza di eventi sportivi e culturali. Un grande spazio di condivisione cittadina che alle 22:30 ore locali circa è investita da una fortissima esplosione. Le conseguenze saranno 22 morti e 250 feriti. La piccola Sorrell Leczkowsky, una quattordicenne di Leeds, è una delle vittime di quel boato che si è rivelato un attacco suicida.

La bottiglia fra le onde riporta i ricordi di Sorrell

E’ un’afosa mattina di Luglio del 2019. Il viaggio di oltre 2500 miglia di una bottiglia di vetro trasportata dalle onde termina sugli scogli in località Torrevado. A Morciano di Leuca nel Salento. La bottiglia contenente i pensieri di una mamma che affida alle acque le sue sofferenze, viene ritrovata durante le operazioni di pulizia della costa. “Nell’istante in cui sei morta il mio cuore si è rotto a metà. Un lato è pieno di dolore, l’altro è morto con te. Mi sveglio spesso di notte quando il mondo è addormentato. E cammino lungo il viale dei ricordi con le lacrime sulle guance. Ricordarsi di te è facile. Lo faccio ogni giorno, ma la tua mancanza è un dolore al cuore che non se ne va mai via. Ti tengo stretta nel mio cuore e lì rimarrai. Fino a quando arriverà il giorno gioioso che ci incontreremo di nuovo. Mamma”. 

Sorrell Leczkowski - uccisa nell'attentato di Manchester

La piccola Sorrell Leczkowski

Il ritrovamento della bottiglia e la breve ricostruzione dei fatti

Sorrell Leczkowsky si trovava al concerto di Ariana Grande con la mamma, la nonna e la sorella, sopravvissute all’attacco terroristico. Alla fine del concerto della cantante pop ha inizio l’inferno che avrebbe portato via con sé ventidue persone tra cui Sorrell, investita dall’esplosione. L’attentatore è Salman Abedi e il suo attacco è stato rivendicato da Isis e con molta probabilità programmato in Medio Oriente sotto la guida jihadista. Abedi infatti sarebbe rientrato in Gran Bretagna poco tempo prima dell’attentato.

Il parere dell’esperto: l’attacco suicida

Perché questi bersagli?

“Non c’e distinzione che tenga tra colpevoli e innocenti. Anche quando si privilegiano bersagli umani, la loro scelta è funzionale a colpire gli ingranaggi di un sistema da abbattere. Piuttosto che una persona particolare ritenuta responsabile del male. Le uccisioni mirate sono in realtà il prodotto di una personificazione simbolica degli ingranaggi da distruggere. Il terrorista non coincide con l’uccisore del tiranno o con chi compie attentati contro un invasore/aggressore. Più l’idea prende il posto della vita e dei suoi conflitti realmente combattuti, più le uccisioni diventano massacri indiscriminati” – spiega lo psicoanalista greco Sarantis Thanopulos. Le sue riflessioni sono all’interno del libro “Siamo davvero sicuri?” di Massimo Montebove e Antonella Marchisella, edizioni Laurus Robuffo.

Ariana Grande -cantante pop

Ariana Grande

L’attacco suicida: una paradossale intenzionalità accidentale

Come mai un attacco suicida?

“Per la prima volta, cosa a cui non abbiamo dato all’epoca importanza, l’attentato ha la forma di un incidente. Riprende l’approccio suicida dei kamikaze giapponesi e questo ha il suo significato, ci torneremo. Afferma anche una strana intenzione distruttiva che ha la forma dell’incidente. Una paradossale intenzionalità accidentale. Il gettarsi sulla folla con un camion, l’accoltellamento a caso dei passanti, i bidoni di spazzatura che scoppiano non sono solo strumenti di uccisione improvvisati. Non sono tecniche di omicidio fatte con quello che passa il convento. Esprimono anche un’identificazione inconscia con la violenza dell’incidente, del caso, con la distruttività della forza fisica che annulla la possibilità di significazione dell’esperienza. Affermano la supremazia del principio del “metallo” (la contrazione assoluta, compattezza granitica della materia psicocorporea) sulla “carne viva” dell’esperienza erotico-affettiva”.

Sarantis Thanopulos: attacco suicida ultimo residuo di umanità

“Una paradossale concretezza simbolica dell’azione che se da una parte mostra la forza alienante, dall’altra veicola un insospettabile, disperato messaggio. Ultimo residuo di umanità in un agire meccanico, a uno spettatore che potrebbe accoglierlo, per far ripartire il senso. Alla domanda di senso non abbiamo saputo dare accoglienza, restando chiusi nello sgomento e nella rabbia. Quando ancora il messaggio degli attentatori suicidi era più vicino alla nostra capacità di comprensione. Mi riferisco ai kamikaze della seconda intifada. Mi restano impresse nella memoria le immagini di due ragazze, una palestinese e una ebrea, dopo che la prima si è fatta esplodere accanto alla seconda. Portandola con sé nella morte”.

Bottiglia In Mare - ciottoli

“A guardarle avrebbero potuto essere sorelle, amiche. Quel morire insieme, al posto del vivere insieme che è pensato come impossibile, aveva mantenuta viva per un attimo la speranza/disperazione di un incontro. Conteneva ancora una parte residuale di desiderio, che per quanto espressa in forma negativa, lasciava aperto uno spiraglio. Non cogliendo questi appelli del desiderio vestiti da funerale, abbiamo permesso che l’omicidio/suicidio diventasse un atto compulsivo automatico a cui nessuna retorica può porre riparo” – conclude l’esperto.

Una bottiglia fra le onde del Salento riporta il ricordo di Sorrell ultima modifica: 2019-07-22T09:00:26+02:00 da Antonella Marchisella

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