ARTE

Non solo barocco: i graffiti leccesi

Vittorio Bodini

È conosciuta nel mondo essenzialmente per il suo barocco. Negli ultimi decenni però Lecce ha imposto la sua presenza anche fra le città più cool che dominano la scena della street art. Tanti artisti di risonanza internazionale hanno arricchito alcune zone della città con i loro graffiti. E sono nomi come Chekos Art e Blu quelli che hanno regalato nuovi orizzonti visionari alle mura di periferia. Le pareti del Binario 68 sono decorate dai rulli di Blu. L’artista, originario di Senigallia, è stato inserito recentemente dal Guardian nella top ten degli street artist più influenti al mondo.

L’omaggio della street art a Vittorio Bodini e Carmelo Bene

Francesco Ferreri, noto con lo pseudonimo di Chekos Art, leccese d’origine, ha dato un importante contributo alla riqualificazione di zone periferiche come Borgo Pace e la 167/B.

Chekos Art

In via Taranto spicca un murales che copre l’intera facciata esterna di uno dei palazzi a sette piani del quartiere. Chekos Art ha dipinto un ritratto di Vittorio Bodini, poeta leccese, riportandone sull’imponente parete anche un verso: “Un monaco rissoso vola tra gli alberi”. Utilizzando la metafora di San Giuseppe da Copertino, conosciuto come il Santo dei Voli, Bodini contesta la staticità della cultura, in particolare quella leccese.
Nel quartiere di Santa Rosa il principale rappresentante della street art di Lecce ha voluto onorare uno dei più grandi artisti del Novecento, Carmelo Bene. Il controverso drammaturgo di Campi Salentina è stato costantemente oggetto di critiche dall’establishment, a cui ha risposto con aspre polemiche e proponendo una nuova visione: l’attore non più come mero operaio della scena teatrale, ma come personificazione dell’atto teatrante, una vera e propria macchina attoriale. Il graffito, in continuità con quello dedicato a Bodini, rientra tra gli omaggi ai maestri che hanno reso immortale la terra salentina.

Carmelo Bene

Un immenso intreccio di forme e colori: il graffito di Blu a Lecce

In via Dalmazio Birago, una delle arterie che collegano la prima periferia leccese a Porta Rudiae, è possibile ammirare un’opera di Blu. L’artista che si cela sotto lo pseudonimo di Blu è del calibro di Banksy, con cui ha collaborato tra l’altro per la realizzazione di graffiti sul muro di separazione israeliano in Palestina.
A Lecce la street art internazionale è arrivata sull’intera facciata dell’ex Binario 68 occupato, in un tripudio di colori che riprendono in orizzontale la palette della bandiera della pace. Simboli intricati e segni che si possono scorgere solo ad uno sguardo attento. E fili colorati che avvolgono l’intera struttura come in un gomitolo. Il graffito è stato l’apripista di un festival di street art che si è tenuto a Lecce, a testimoniare quanto la città salentina non abbia nulla da invidiare a New York e a Berlino per l’avanguardia delle sue linee artistiche.
Anche un paese in provincia di Lecce ha beneficiato di un contributo dei massimi esponenti della street art internazionale. A Porto Cesareo, in località Punta Prosciutto, è presente un’opera dell’hawaiano Hula. L’artista ha dipinto sulla sua tavola da surf un delicatissimo ritratto di una donna che sembra addormentata sul mare.

Non solo barocco: i graffiti leccesi ultima modifica: 2018-12-19T17:06:49+01:00 da Simona Rizzo

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