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NATURA NEL MONDO

Plastica e le alternative. Dai compostabili agli ecotubi

Tartaruga

La plastica è composta da una varietà di polimeri – pertanto sarebbe più corretta la definizione di “materie plastiche”. E’ di questi giorni la notizia che una serie di imprese italiane ha colto, nel periodo difficile della pandemia del Covid-19, un’opportunità di rilancio delle proprie attività: questa volta in chiave green.

Plastica: un manifesto in chiave green per uscire rinnovati dalla pandemia

‘’Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia’’ è il manifesto sottoscritto da ben 110 esponenti di imprese italiane, consapevoli del fatto che ad oggi non sono solo le epidemie a costituire delle difficoltà ma anche i nuovi scenari dei cambiamenti climatici a cui occorrerà far fronte. “Un nuovo Green Deal è la via da seguire per una più forte e duratura ripresa perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia: quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green” – leggiamo sul sito del Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica. http://corepla.it

Plastica: cos’è e perché sarebbe meglio cambiare

Le materie plastiche sono materiali organici a elevato peso molecolare e sono estremamente utilizzate nel nostro vivere quotidiano. Parliamo di materiali artificiali con una struttura macromolecolare e si dividono in termoplastiche e termoindurenti. Quelle che acquistano malleabilità quando riscaldate, sono le termoplastiche. Pur avendo le materie plastiche delle caratteristiche che le rendono ottime per essere lavorate, colorate, e per la creazione di imballaggi poiché idrorepellenti e non attaccabili da muffe, esse sono ottenute dalla lavorazione del petrolio. Le materie plastiche presentano certamente dei vantaggi in tema di costi e prestazioni.

Bottiglie di plastica in primo piano

Tuttavia i nostri oceani e i nostri mari sono impregnati di plastiche e dei loro residui e questo sta costituendo un gravissimo problema ambientale. Una situazione in cui non possiamo più abbassare lo sguardo. Rapporti del WWF segnalano che nel Mar Mediterraneo 570.000 tonnellate di plastica finiscono ogni anno in acqua. Una condizione insostenibile per l’ecosistema marino. Centinaia di specie marine infatti rischiano di sparire per sempre. Dovremmo quindi ripartire da una gestione più accettabile delle materie plastiche e in tal senso ognuno di noi può fare moltissimo.

Abbracciare un modo di vivere più sostenibile: ne parliamo con Claudia De Giorgi

“E’ sufficiente pensare che un piatto di plastica, un bicchiere di plastica o una bottiglia di plastica ci impiega dai 100 ai 1000 anni per degradarsi. Al contrario, tutti i prodotti biodegradabili e compostabili, una volta usati, si possono gettare nella raccolta dell’umido. Oppure in compostiera. Se si possiede un giardino si possono sotterrare, diventano humus e la vita ricomincia” – spiega Claudia De Giorgi, volto di Angolo della Natura.

Saponette naturali su supporti di legno
Un particolare green del negozio di Claudia De Giorgi

Si tratta di una piccola impresa nel centro di Tricase, in provincia di Lecce, dove Claudia ogni giorno sperimenta le novità della cosmesi e del benessere green. Nel suo negozio ogni angolo, ogni dettaglio è il prodotto di un riuso e delle mille sfaccettature delle sue creazioni. “I cambiamenti nel modo di pensare e di vivere, all’inizio, sono scanditi da lentezza” – spiega. “Ciò può essere dovuto al fatto che non si è informati a sufficienza su questo argomento. La bioplastica sta prendendo spazio anche nelle confezioni dei prodotti cosmetici o per la casa. Le bottiglie, in particolare, sono realizzate in canna da zucchero. Tutte le linee biologiche si stanno attivando in tal senso, anche con la creazione di ecotubi. Quindi ben venga il cambiamento” – conclude.

Plastica e le alternative. Dai compostabili agli ecotubi ultima modifica: 2020-05-08T09:00:00+02:00 da Antonella Marchisella
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