CHIESE PERSONAGGI

Papa Galeazzo di Lucugnano: alla scoperta di un mito

Papa Galeazzo e il Castello di Lucugnano

Papa Galeazzo (o Caliazzu/Caiazzu in dialetto salentino) era un simpatico arciprete di Lucugnano del quale si ricordano con allegria i “culacchi”. Non solo le generazioni passate, ma anche i più giovani conoscono la figura dell’arzillo arciprete che ha divertito i nostri nonni. Si pensa che papa Caliazzu sia un personaggio ispirato a un prete realmente esistito nel ‘500. Immaginario o no, resta comunque un personaggio che nella sua ironia ha dato vita a una serie di aneddoti divertenti. Ne parliamo in questo articolo.

Papa Galeazzo e il suo genio un po’ folle: il ricordo dei nonni

Non esiste nonnino del sud Salento che non risponda divertito quando gli si chiede di raccontare i “culacchi” di papa Caliazzu. Noi abbiamo chiesto a nonna Teresa di narrarcene uno e presto fatto:  «Papa Caliazzu lu mannavane a Tiscianu cu dice missa. Allora ci ficera chiri de Tiscianu? Addunca n’cè lu calice, de retu mantìane nu cistareddhu (comu lu chiamati vui chiru ca pizzaca? E’ comu n’aquila, solu ca è lu masculu!). Papa Caliazzu scìa manava li mani su lu calice cu pia l’ostia e lu cistareddhu de retu lu pizzacava. All’urtimu Papa Caliazzu a ci l’era mannatu a Tiscianu dicìa: “Vidi ca ieu a quai non voiu ci sto!”. E lu superiore li dicìa: “E perché?”… Papa Caliazzu li disse: “Perché Cristu de quai pizzaca!”».

Castello Lucugnano - monumento commemorativo

Dettaglio del Castello di Lucugnano

Trad. «Papa Galeazzo lo mandarono a Tiggiano (paesino del sud Salento) per dire la messa. Allora cosa fecero gli abitanti di Tiggiano? Dove c’è il calice, dietro mettevano un uccellino (come lo chiamate voi quello che pizzica? E’ come un’aquila, solo che è il maschio!). Papa Galeazzo andava a mettere le mani sul calice per prendere l’ostia e l’uccellino da dietro lo pizzicava. All’ultimo, l’arciprete, a chi lo aveva mandato a Tiggiano disse: “Vedi che qui io non ci voglio stare!”. E il superiore gli diceva: “E perché?”… Papa Galeazzo gli disse: “Perché Cristo di questo luogo pizzica!”». Nonna Teresa scoppia in una grossa risata: le brillano gli occhi. Note: il dialetto salentino muta lievemente di paese in paese, motivo per il quale potrebbe differire da quello dei lettori.

Lucugnano: il paese dell’arciprete più amato dai salentini

A circa 4 km dal comune di Tricase possiamo imbatterci nella sua graziosa frazione di Lucugnano. Il nome Lucugnano potrebbe derivare dal romano Lucullus o dal latino Lucus Jani, quest’ultimo ha il significato di bosco sacro. Lucugnano conta la presenza di circa 1.744 abitanti. Le prime testimonianze dell’esistenza di un casale risalgono al 1092, quando questo fu donato dal conte Goffredo ai monaci Basiliani. Il piccolo territorio è noto anche perché cospicuo di produzioni artigianali locali di arte figula, sviluppatasi per la presenza di sedimenti argillosi. Oltre a visitare le botteghe artigiane e portarci a casa dei bellissimi manufatti di creta, possiamo fermarci ad ammirare dei monumenti di pregio. Palazzo Comi - statua del poetaScorcio di Palazzo Comi a Lucugnano

Il suo centro abitato è provvisto infatti di dimore storiche e cappelle, oltre al magnifico Palazzo baronale dei Capece (il castello). Infine l’indimenticabile Palazzo Comi, fino al 1961 proprietà del poeta Girolamo Comi, completerà la gita nel piccolo centro abitato. 

Papa Galeazzo di Lucugnano: alla scoperta di un mito ultima modifica: 2019-07-01T09:00:28+02:00 da Antonella Marchisella

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