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Melendugno e il grande successo di Le vie del miele

Alveari di api

La via dei Dolci, la via dei formaggi, la via dei prodotti da forno, la via delle bevande, la via della frutta ed erbe aromatiche, sono i percorsi che insieme a Street food, Artigianato e Attività hanno caratterizzato l’evento Le vie del miele svoltosi il 28 Luglio scorso a Melendugno nella sua prima edizione. All’evento non sono mancate le associazioni che partecipando attivamente hanno contribuito a rendere la serata un’organizzazione di successo. Arap Associazione regionale apicoltori Pugliesi, A.S.D.C. Crea – Laboratorio di lettura per bambini e il Laboratorio di pittura arnie – Beehouse per citarne alcune.

Melendugno: scopriamo le origini del borgo

A poco più di venti km da Otranto, Melendugno, è noto fin dal Novecento come “Il paese del miele” e come uno dei maggiori produttori della provincia di Lecce. Melendugno già nell’etimologia del suo nome – da “mele” – ossia “miele” in dialetto salentino. Leggende narrano che Malennio – che secondo la mitologia è il fondatore di Lecce – inizialmente fondò Syrbar (l’attuale Roca) e Melendugno deriverebbe dal suo nome “Malennio”. Testimonianze molto antiche di vita nell’area risalgono all’età del Bronzo, come svelerebbero  i dolmen Placa e Gurgulante ivi presenti. Melendugno è oggi la “Città del Miele”, il primo comune di Puglia nella rete di produzione di miele d’origine controllata. Lo stemma di Melendugno rappresenta non a caso un albero di pino che dona ristoro a una serie di alveari. Il patrono di Melendugno è San Niceta, rappresentato su un cavallo di marmo nella piazza.

A spasso per le vie: monumenti e luoghi di interesse

Tra le costruzioni religiose in cui è possibile imbattersi a Melendugno vi è l’Abbazia di San Niceta. Tancredi d’Altavilla, secondo alcune ricostruzioni storiche, ne sarebbe il fondatore. Eretta nel 1167 ne è superstite soltanto la Chiesa dagli archi gotici. Lo stile gotico degli archi sarebbe additabile a una ricostruzione avvenuta nel ‘400. Nell’Abbazia di San Niceta è custodita una reliquia del braccio sinistro del santo. Niceta – di cui Melendugno è l’unica città del mondo ad averlo come Santo Patrono – è arso vivo nel 370 per aver rinnegato un possibile ritorno al paganesimo.

Statua di San Niceta a cavallo

San Niceta

Egli infatti si converte al culto cristiano e ne diffonde la fede. Tra i luoghi di interesse è possibile addentrarsi nel fondo Placa proseguendo verso la strada provinciale per Calimera e ammirare il dolmen Placa. Si tratta di una struttura alta 85 cm, costituita da una lastra appoggiata su quattro dei sette piedritti presenti.

Il grande evento Le vie del miele

Il 28 Luglio scorso si è tenuta a Melendugno la prima edizione di “Le vie del miele”. Nell’ambito dell’evento sono stati allestiti per le vie del centro storico numerosi stand. Esposizioni di miele di tutti i tipi ma rigorosamente locali e regionali hanno animato le vie del borgo. Oltre 14 le varietà di miele presenti, legate alla flora dei due mari, alcune delle quali rarissime.

Miele su una fetta di pane

Immagine tratta da Pixabay

Oltre alle specie tipiche del sud come il miele d’arancio, di agrumi e di eucalipto, rarissime varietà come il miele di ciliegio e di trifoglio. Il miele nell’ambito di questo evento è abbinato a prodotti enogastronomici tipici per gustosissime degustazioni. Formaggi, frutta, vino, sono solo alcune delle produzioni gastronomiche locali alle quali il miele viene accostato. Un vero e proprio percorso sensoriale in cui ha preso parte anche lo spazio Honey Bar curato dall’Associazione Ambasciatori dei Mieli.

Melendugno e il grande successo di Le vie del miele ultima modifica: 2019-08-05T09:00:08+02:00 da Antonella Marchisella
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