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CULTURA INTERVISTE

Editoria e il suo mondo secondo Stefano Donno

Stefano Donno

Quella per l’editoria è una passione innata. Infatti la si ha insita nel proprio Dna. Pertanto essa ci accompagna durante il corso dell’ esistenza senza sosta. Risulta molto appagante quando questa passione diventa il proprio lavoro. È quello che è successo a Stefano Donno, uno degli editori di rilievo del contesto salentino e non solo. La sua casa editrice si chiama I Quaderni del Bardo. È nata con il placet morale de “I Quaderni del Bardo”.

Editoria e il marchio I Quaderni del Bardo

Il marchio editoriale è portato avanti dal poeta e operatore editoriale Maurizio Leo. Egli gestisce ormai da più di ventanni anche “Il Bardo”. È una rivista dedicata alla cultura tout court, alle tradizioni storico monumentali del Salento, alla poesia. Quella di Stefano Donno è una linea editoriale che trasuda tanta competenza nel settore. Oltre a una spiccata sensibilità e intramontabile passione per il mondo dei libri. Infatti è un editore molto impegnato culturalmente. Oltre a essere sempre pronto a esplorare il mondo letterario contemporaneo. Non smette mai di mettersi in gioco ed è molto aperto al confronto e al dialogo. Ce lo conferma in questa interessante intervista.

Editoria: un lavoro intenso e creativo

Com’ è nata la passione per i libri e l’editoria? È stato un amore lento. Ho vissuto in una famiglia dove per la cultura e l’arte si è sempre investito tempo e denaro. Difatti mia madre è un’artista. Pertanto sin da piccolo sono stato circondato e mi sono nutrito di volumi e colori. Una maggiore aderenza al mondo delle lettere è arrivato un po’ più avanti negli anni, alle scuole superiori. È stato grazie al Liceo Classico Palmieri di Lecce che ho scoperto il mondo della poesia. Oltre a quello della narrativa e della critica letteraria nazionale e internazionale.

Primo piano di editoria e libri

Cosa significa per lei scrivere? Avere l’opportunità di dire la mia. Infatti significa creare coscienza, animare dibattiti, condividere un sogno, un momento, una reverie, un capriccio, un’estasi, una profonda solitudine.

Un consiglio da dare a chi vuole intraprendere il suo stesso lavoro…Voler essere testimone di storie. Raccontarle. Farle vivere con le pagine dei libri che si pubblicano. Questo anche a rischio della propria vita!

Quanto conta la formazione nel suo settore? Fondamentale, soprattutto se si pensa alla nuova sociologia delle comunicazioni di massa e all’editoria digitale.

Il Salento terra di scrittori ed editori

Logo della Casa Editrice

Come si riconosce un bravo scrittore? Quali competenze e capacità deve possedere? La letteratura e la poesia sono nel sangue. Infatti risiedono nel ritmo della vita di ogni giorno, nel delirio dell’esistere. O uno li possiede, o altrimenti è meglio che lasci stare.

Com’è il contesto dell’editoria salentina? Vivissimo, arzillo, arzigogolato, asimmetrico e irregolare. Difatti dopo gli anni della militanza e del fare fogli di poesia poeti sono stati aperti spazi espressivi nuovi. Esempio ne è il Fondo Verri di Lecce o la Fondazione Palmieri. Essi hanno solo posto ordine a un magma poetico artistico e letterario.

Quanto il Salento può essere fonte di ispirazione per poeti e scrittori? Basta citare Comi, Bodini, Pagano? Non credo. Infatti il Salento è il mare dentro. Non è altro che una geografia dell’anima.

Come si potrebbe promuovere la lettura e l’editoria? Pensando a un nuovo salto di paradigma. Ossia attraverso un ritorno al futuro della critica letteraria. Pertanto essa deve essere fatta fuori dai salotti, dalle accademie, fuori per quanto possibile da una politica faccendiera della cultura e dell’editoria dei favori.

Editoria e il suo mondo secondo Stefano Donno ultima modifica: 2020-06-01T09:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone
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