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Coronavirus e inquinamento: che legame c’è tra i due?

Coronavirus E Inquinamento

Con l’avvento del COVID-19, sia in Italia ma anche nel resto del mondo, si è potuto registrare un vero e proprio calo dell’inquinamento globale. Il connubio, quindi, tra Coronavirus e inquinamento atmosferico ha portato, per assurdo, a una riduzione delle emissioni come non si vedeva da molto tempo. E non lo diciamo noi, bensì le immagini satellitari mostrate dalla NASA e dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea). Queste hanno evidenziato un calo ingente di emissioni di biossido di azoto, in Cina prima e del Nord Italia poi.  Un calo importante, risultato dei decreti stringenti del governo cinese e italiano. Decreti che hanno impedito e impediscono tuttora, sia in Cina che nel nostro Paese, la circolazione di veicoli e mezzi inquinanti. 

Inquinamento E Coronavirus Legame
Inquinamento nelle nostre città

Coronavirus e inquinamento: le immagini in Cina e in Italia parlano chiaro

Iniziamo dalla Cina, la prima Nazione colpita dal COVID-19. Dalle immagini fatte circolare dalla NASA del febbraio di quest’anno, si è potuto notare un calo dell’inquinamento atmosferico sia nella città di Wuhan che nelle altre zone del Paese. Luoghi dove sono state messe in atto misure restrittive sulla circolazione della popolazione. Misure di contenimento che hanno portato a un rallentamento economico così significativo, con calo della circolazione dei veicoli e del lavoro nelle fabbriche, che hanno stupito anche i ricercatori stessi. Ciò è accaduto anche nel Nord Italia. Con il decreto dell’11 Marzo 2020 e quello denominato Iorestoacasa, il livello di inquinamento registrato dalla Nasa è calato a livelli incredibili, non visibili da anni. Un esempio? Il PM10, registrato sotto la soglia limite a Milano ( 50 microgrammi per metro cubo di aria), come non era mai successo dal 1 gennaio 2020.

Wuhan
Wuhan, la città più colpita dal COVID-19

Una delle cause dell’inquinamento in città è il Biossido d’azoto

Una delle cause dell’inquinamento atmosferico è il Biossido di azoto che rientra nella categoria più vasta degli Ossidi di azoto. Si tratta di un gas fortemente inquinante che viene generato dalla combustione di combustibili fossili. Per cui è prodotto sia dai veicoli semplici che da impianti industriali che ancora da quelli di riscaldamento. Ha un odore pungente, è tossico e pare sia anche la causa della produzione sempre più incisiva delle classiche piogge acide, estremamente deleterie per l’ambiente. Gli esperti, però, hanno voluto sottolineare come sì, il calo della circolazione ha portato a un calo drastico dell’inquinamento, ma non eliminato del tutto, a causa dell’utilizzo più frequente del riscaldamento domestico. Fonte anche questo di produzione di Biossido di azoto.

Milano
Un’immagine di Milano

La paura dell’”effetto rimbalzo”

Sebbene il livello di inquinamento sia calato in modo importante, gli studiosi non si fanno troppe illusioni. Ciò che si teme, infatti, è un classico “effetto rimbalzo”, cioè un ritorno alla “normalità” con la ripresa dell’economia. Ciò è già successo ai tempi delle varie crisi finanziarie registrate in diversi Paesi del mondo. Secondo i ricercatori, infatti, è possibile che con la ripresa di tutte le attività economiche, il livello di inquinamento torni ai livelli registrati in precedenza. Ciò accadrà se non si inizia a prender consapevolezza di quanto sia importante attuare dei metodi e dei modelli più innovativi di circolazione e lavoro. Nel costante rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

Coronavirus e inquinamento: che legame c’è tra i due? ultima modifica: 2020-04-22T09:00:00+02:00 da Roberta De Gaetani
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