MONUMENTI PASSEGGIANDO

Arigliano e le meraviglie di una piccola frazione del basso Salento

Menhir di Arigliano - incisioni a croce greca

Oggi parleremo dei menhir di Arigliano, un piccolo paesino di mille abitanti a sud di Lecce e frazione del più noto Gagliano del Capo. I menhir di Arigliano hanno una particolarità: sono di fattura rozza e dunque riferibili all’età della pietra; gli altri invece sono databili all’età dei metalli. Di Arigliano e delle sue caratteristiche narreremo grazie alle notizie pervenuteci da uno dei suoi uomini più illustri: il professor Giovanni Cosi. Stimato studioso di storia locale – don Nino, come alla sottoscritta piace ricordarlo avendo avuto la fortuna di conoscerlo personalmente – ha portato alla luce ricche informazioni.

Arigliano e la sua storia dalle origini incerte

Arigliano è una frazione di Gagliano del Capo, situata a 65 km dal capoluogo; è provvisto di una stazione ferroviaria che vi fa capolinea. Nella piccola frazione sono presenti i due menhir di Arigliano, portati alla luce grazie all’interesse e agli studi del professor Giovanni Cosi. «Arigliano è formato da varie contrade. La più antica è quella dello Spirito Santo», ci fa sapere don Nino in una delle sue opere più care intitolata proprio “Arigliano”. «Che Arigliano esistesse come nucleo abitativo già nell’antichità lo si può dedurre da un’ipotesi» scrisse il professore. «…e cioè che proprio ad Arigliano transitasse in epoca romana il prolungamento della via Traiana». Tuttavia per avere notizie certe dell’esistenza di Arigliano si dovette attendere molti secoli. «La prima traccia scritta è contenuta in un atto del 10 Giugno 1303, redatto dal notaio Francesco di San Giorgio» – riportò Giovanni Cosi nei suoi meravigliosi libri.

Interni della cappelletta dello Spirito Santo

La cappella adiacente al menhir dello Spirito Santo

I menhir di Arigliano: di fattura rozza risalenti all’età della pietra

I menhir di Arigliano testimoniano l’esistenza antica di questa frazione la cui storia non contiene grandi gesta ma possiede il tesoro di questi due megaliti. Le pietrefitte o menhir sono tuttora sconosciuti riguardo al loro uso, ciò che si sa è che fossero costruzioni sacre. Giovanni Cosi narrò che nel VI secolo c’erano devoti pagani dei menhir, motivo per il quale il Concilio di Tours ne proibì l’ingresso in Chiesa. In seguito, il Concilio di Nantes del 658 emanò l’ordine di abbattere i menhir e costruire al loro posto edicole votive. Alcuni menhir tuttavia furono salvati e lasciati affianco alle edicole votive, esattamente come testimonia tra i menhir di Arigliano quello dello Spirito Santo. Il professor Giovanni Così scoprì il menhir dello Spirito Santo e ne fu data notizia al pubblico dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 16 Febbraio 1964. Si trattava di un monolito di calcare compatto alto 1,90 m.

Menhir Largo Del Foggiaro - protezione esagonale in carparo

Menhir nel Largo del Foggiaro

 

I menhir di Arigliano tra lo Spirito Santo e il Largo del Foggiaro

I menhir di Arigliano sono situati nel Largo del Foggiaro e affianco alla Cappella dello Spirito Santo. Si tratta di menhir antichissimi e ciò si ravvisa dagli spigoli smussati e dalle erosioni del tempo. A seguire la Gazzetta del Mezzogiorno diedero notizia della scoperta di don Nino il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Nazione di Roma, Famiglia Cristiana. L’altro monolito tra i menhir di Arigliano è nel Largo del Foggiaro: attorno sono presenti le “fogge” (fosse), ora coperte da una lastra di pietra. Le fogge servivano per la conservazione del grano. Sulla facciata anteriore del menhir è visibile una croce greca. Il megalite è alto 1,30 metriIl megalite è alto 1,30 metri. Attualmente, il menhir del Largo del Foggiaro, è protetto da un recinto esagonale, in carparo. Giovanni Cosi nacque nei primi del Novecento e nella longevità della sua vita ha accompagnato il suo entusiasmo a un ricco lavoro di scavo d’archivio.

 

Arigliano e le meraviglie di una piccola frazione del basso Salento ultima modifica: 2019-04-12T09:00:19+02:00 da Antonella Marchisella

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